Lili Marleen

Lili Marleen
zia records
Image by aldoaldoz
"Lili Marlen", opera a china eseguita nel 1954 dalla mia zia Anita.

Lili Marleen, la famosissima canzone tedesca, ha avuto una storia assolutamente straordinaria.

Il testo fu scritto nel 1915 da Hans Leip, un soldato tedesco, prima di partire per la grande guerra. Pubblicato solo nel 1937, il testo fu musicato da Norbert Schulze e poi inciso dalla cantante Lale Andersen.

All’inizio la canzone vendette pochissimo, solo 700 copie; ma nel ’41 la radio militare tedesca iniziò a trasmetterla alle forze impegnate in Africa ed ebbe un effetto dirompente: i soldati la cantavano con le lacrime agli occhi mentre andavano a morire per il Reich, quindi i comandi tedeschi iniziarono a considerarla una canzone disfattista e la canzone fu proibita. Troppo tardi: la censura non fece che accrescerne la popolarità.

Per una serie di circostanze, e nonostante la censura, la canzone fu trasmessa da una radio militare tedesca in Iugoslavia nell’agosto del ’41. In quell’occasione fu ascoltata dal maresciallo Rommel, che ne chiese una diffusione quotidiana: la canzone divenne la sigla di chiusura delle trasmissioni di quella radio.

A quel punto la canzone fu ascoltata anche dalle forze alleate, e venne subito tradotta in inglese e altre lingue, divenendo la canzone più nota e preferita dai soldati di entrambi gli schieramenti (a me vengono i brividi a pensare a soldati di eserciti nemici che passano le serate sognando le proprie ragazze, cantando tutti la stessa canzone…)

Nel ’44 la canzone fu incisa in America dalla cantante Anne Sheldon, e polverizzò ogni record di vendite. Questa versione venne trasmessa giornalmente dalla BBC, e fu adottata dall’ottava armata britannica e dalle forze americane in Europa: veniva cantata negli ospedali militari e trasmessa da enormi altoparlanti, assieme a notizie di propaganda; era cantata per le strade e, come già detto, anche al fronte da entrambe le linee.

La versione più famosa probabilmente è quella cantata da Merlene Dietrich, che la incise e la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe alleate. Nel ’68 divenne una canzone di protesta; negli anni ’80 scalò ancora le hit parade tedesca (’81) e giapponese (’86). Se ne conoscono traduzioni in almeno 48 lingue, fra cui russo ed ebraico, la versione croata sembra essere stata una delle canzoni preferite dal maresciallo Tito…

"Lili Marleen" è probabilmente la più celebre canzone sulla guerra, ed intrinsecamente contro la guerra, di tutti i tempi. Il tema del soldato che pensa al suo amore è universale. Lale Andersen spiegò il suo successo planetario con queste significative parole: "Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"

(questo testo è stato estratto dal sito canzoni contro la guerra).

Tutte le sere
sotto quel fanal
presso la caserma
ti stavo ad aspettar.
Anche stasera aspetterò,
e tutto il mondo scorderò
con te, Lili Marleen.

O trombettier
stasera non suonar,
una volta ancora
la voglio salutar.
Addio piccina, dolce amor,
ti porterò per sempre in cor
con me, Lili Marleen.

Prendi una rosa
da tener sul cuor
legala col filo
dei tuoi capelli d’or.
Forse domani piangerai,
ma dopo tu sorriderai.
A chi, Lili Marleen?

Quando nel fango
debbo camminar
sotto il mio bottino
mi sento vacillar.
Che cosa mai sarà di me?
Ma poi sorrido e penso a te,
a te, Lili Marleen.

Se chiudo gli occhi
il viso tuo m’appar
come quella sera
nel cerchio del fanal.
Tutte le notti sogno allor
di ritornar, di riposar,
con te, Lili Marleen.

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